Cogli l’attimo   Leave a comment

 

Mi capitò quattro anni fa. Erano passati pochi mesi dalla morte di Bruno (mio marito) e mi sentivo giù di corda, demoralizzata. La mia amica Brigitte mi propose di andare a fare una gita di tre giorni a Torino, con un viaggio organizzato. Accettai mio malgrado, perché non ero proprio convinta, non avevo lo spirito giusto per decidere. Di ciò ne parlai con mio fratello Oriano, lamentandomi che mi sentivo triste e sola senza Bruno. Lui mi incoraggiò dicendomi che bisognava vivere il presente e non pensare al passato e avevo fatto bene ad accettare di andare in viaggio, quindi dovevo cogliere l’attimo, e mi citò il famoso motto oraziano che dice “Carpe Diem”, letteralmente cogli il giorno presente, ed esorta a cogliere i doni che la vita ci offre giorno per giorno.

Ricordo che pensai: proprio lui che rimugina tutto mi dice certe cose! Comunque partii. Il terzo giorno avevamo il pranzo libero. Io e la Brigitte cercammo una tavola calda dove mangiare. Dopo averne viste diverse decidemmo per un locale particolare. Entrate, ordinammo due insalate miste, due calzoni ripieni e un litro di birra. Quando il cameriere apparecchiò il tavolo, rimasi a dir poco sbalordita nel vedere scritto sul tovagliolo “Carpe Diem”: la pizzeria si chiamava così!

Ricordai immediatamente quello che mio fratello mi aveva detto. Subito mi pervase un senso di euforia e diventai allegra, contagiando anche la mia anche la mia amica Brigitte, alla quale raccontai tutto. Grazie a quell’episodio finimmo di mangiare in bellezza!

Questo fatto fu un segno? Una coincidenza? Non lo saprò mai! Io so solo che contribuì a sollevarmi il morale. E tornai a casa da Torino più serena.

Di queste cose “strane” (chiamiamole così) a me ne sono capitate parecchie. Accadono e sono inspiegabili irrazionali: forse sono io che le cerco? Io che voglio crederci? Non è facile darsi una risposta.

Però ci inducono a riflettere e a sperare che possa esserci qualcosa oltre la fine della nostra esperienza terrena. La vita rimane comunque un mistero, un gran bel mistero. Penso che la parola più appropriata per poter andare avanti alla “meno peggio” (specie alla mia età) sia “Speranza”.

 

 

 

 

 

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Pubblicato 21 novembre 2011 da Anna Maria Berni in Uncategorized

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