Fortù   8 comments

Senigallia, 06-03-12

Fortunato era il nome del mio nonno materno.

Fortù era il diminutivo con il quale noi lo chiamavamo.

La mia nonna Maddalena diceva che quel nome non gli si addiceva; secondo lei sarebbe stato più appropriato aggiungere una consonante e chiamarlo “Sfortunato”!

Questo era il punto di vista della nonna però io sono convinta che lui non si ritenesse tale.

Il nonno era una persona originale, estrosa, intelligente (la mamma diceva che era un po’ matto),gli piaceva la musica, leggeva, secondo me si era inventato un mondo tutto suo per estraniarsi dai problemi della quotidianità.

Era un artigiano, lavorava in proprio, aveva una bottega di falegnameria.

Uno dei motivi per cui la nonna si lamentava era il fatto che lui non riuscisse a farsi pagare i lavori finiti, per questo lo definiva un

“disgraziato”, uno che si faceva imbrogliare da tutti.

Peggio ancora … quando riusciva a riscuotere, i soldi non li dava tutti a lei una parte li usava per andare all’opera.

Si atteggiava da gran signore , noleggiava una carrozza,  con i suoi operai (pagando naturalmente a loro il biglietto) andava da Camaiore a Viareggio al Teatro Politeama a godersi un’opera pucciniana.

Il nonno era un grande estimatore di Giacomo Puccini, l’aveva conosciuto personalmente avendogli fatto dei lavori di falegnameria nella seconda casa che il maestro possedeva a Viareggio nella zona di Marco Polo.

Cantava spesso le arie più famose delle sue opere.

Alle volte si divertiva a farsi ascoltare da me, mi chiamava in questo modo: “Annamaria vieni che ti faccio sentire dei pezzi d’opera”.

Si metteva in posa, sfoderava il suo repertorio,tutto compunto iniziava lo show con la romanza tratta dalla Bohème “ Che gelida manina se la lasci riscaldar …”.

Continuava con “E lucevan le stelle… ed olezzava la terra, stridea l’uscio dell’orto…” e, “Recondita armonia di bellezze diverse…” tutte e due dalla Tosca; oppure: “Un bel dì vedremo…” dalla Madama Butterfly.

Intonava arie anche di altri autori come: “Turiddo aveva Lola…” dalla Cavalleria rusticana di Mascagni ed anche: “Questa e quella per me pari sono…” dal Rigoletto di Verdi; e ancora: “ Verranno a te sull’aure i miei sospiri ardenti…”dalla Lucia di Lammermoor di Donizetti e cosi via.                          

Aveva la passione per la lirica e se ne intendeva.

Le sue idee politiche erano di sinistra, era un comunista convinto e leggeva sempre l’Unità. Non era però coerente con la filosofia marxista, lui non avrebbe mai lavorato sotto padrone, era un individualista, uno spirito libero, aveva una visione tutta sua del comunismo.

Una volta mi disse queste testuali parole: “Vedrai Annamaria io non ci sarò più ma ti ricorderai di quello che ti dico: L’Europa sarà tutta comunista e le cose miglioreranno!

Eh no ..nonno, le tue previsioni non si sono avverate, il mondo è cambiato sì, ma in senso inverso. Chissà cosa penseresti di questa situazione politica attuale ….

Non so se sono riuscita a fare un “ritratto” giusto di mio nonno; sicuramente la sua figura non ispirava una gran simpatia, era burbero, brontolone, fumino però aveva personalità, si interessava a tante cose, con lui potevi parlare di musica, politica, sport ed era competente , le sue idee erano degne di rispetto. Come si suol dire aveva una marcia in più.

A me un segno l’ha lasciato, mi ha trasmetto il gusto per la lirica.

Quando mi capita di sentire una delle tante romanze che lui mi cantava, mi dico: “Ecco, quest’aria me l’ha insegnata il mio nonno Fortunato, o “Sfortunato”???

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Pubblicato 7 marzo 2012 da Anna Maria Berni in Uncategorized

8 risposte a “Fortù

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  1. Beh… “fortunata” la nipote ad avere avuto un nonno così! peccato non aver fatto in tempo a conoscerlo, il mio bisnonno! bellissimo ritratto!
    il pronipote Gianluca

    • Ti ringrazio del commento Gianni…
      Sono contenta di essere riuscita a disegnare il profilo di mio nonno..in questo modo ho dato la possibilità di “conoscerlo”.
      Quando hai tempo inserisci la sua foto.
      Grazie!
      Mamma

  2. Brava Annamaria anche in questo breve escursus hai raffigurato in modo simpaticissimo la figura del tuo amato nonno.Mi sarebbe piaciuto conoscerlo. Certo oggi non se ne incontrano molti personaggi così , complessi e vivaci capaci di interessarsi ad ogni manifestazione d’arte, specie quella musicale, Tale caratteristiche erano spesso di pertinenza degli artigiani di un tempo che avevano insito nel loro Dna un pò di estro artistico che sapevano manifestare attraverso il loro lavoro.Ciao dala tua amica Gabriella.

    • Cara Gabriella provo a risponderti da questo sito per vedere se riceverai questo messaggio.
      Grazie per il bel commento che hai fatto riguardo al racconto di mio nonno, sei stata molto
      gentile.Sono curiosa di sapere se questa replica ti arriverà…Ciao Annamaria

  3. Hai avuto una bella infanzia ricca di affetti ,che ti hanno lasciato dei meravigliosi ricordi e non solo. Continua a scriverli perchè danno anche a noi che abbiamo la fortuna di leggerli tanta serenità ma anche rimpianti per non aver potuto, come te ,avere avuto un’infanzia completamente serena

    • Niente di nuovo Flavia,trascrivo la mia risposta al tuo commento pervenutomi il 6 aprile scorso. Siccome ti avevo inviato la replica dal mio mail
      e non era apparsa sotto “Fortù”. Non mi senbra carino lasciare il tuo commento senza risposta.

      Hai ragione,ho passato una bella infanzia, grazie ai miei genitori i quali avevano voluto dare a noi bambini tutto l’affetto che a loro era mancato,
      mi facevano sentire protetta, mi mancano… Può sembrare strano che una persona della mia età dica che le mancano i genitori, ma vedi Flavia…da quando sono rimasta sola mi capita spesso di sentire un vuoto ed allora mi prende una malinconia che mi riporta al passato.
      Ciao Flavia, tante cose….

  4. Ciao ritrovata cugina!!!! Oggi ti ho felicemente risentito dopo anni ed adesso leggo con bramosìa i tuoi racconti, con la recondita speranza di ritrovare qualcuna delle mia origini. La lettura del profilo del nonno Fortù mi ha scosso l’anima, facendomi tornare in mente mille immagini della mia infanzia. Condivido tutto quanto hai scritto, rammaricandomi solo di non aver potuto godere di più del nonno. Ti ricordi i problemi che aveva mio padre con lui, ed i continui pellegrinaggi che abbiamo fatto cambiando mille case, per poi tornare ogni volta lì, perchè la mamma così voleva. Il ricordo del nonno Fortù è comunque quello, un uomo tutto d’un pezzo, fiero ed orgoglioso pur nella sua menomazione, con L’Unità ai piedi del letto e quel vocione sempre pronto a chiamare: “Maddalena!!!!”. Grazie Annamaria di avermi reso partecipe del tuo mondo. Ti prometto che leggerò ogni tuo racconto, nella segreta speranza di trovare qualche pezzo del mio passato, troverò sicuramente qualche pezzo della mia terra, della terra dei miei avi, della terra dove ancora vivo ma della quale mi piace sentire il ricordo di chi, come te, l’ha abbandonata, Un grosso bacione!!!!

    • Sono contenta di averti reso partecipe delle mie emozioni.Sai, ho sempre avuto la nostalgia di quei luoghi, però,c’è anche
      il lato positivo, se fossi rimasta là sarebbe stato tutto scontato e non avrei sentito la necessità di raccontarli.
      Penso di aver finito con i commenti e di averteli “postati” tutti, per cui ti saluto Giuseppe,auguro a te e a tutta
      la tua famiglia tante cose belle,ciao!

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