Archivio per dicembre 2013

Rosso di sera   4 comments

rosso di sera 1La vita riesce spesso a sorprendermi con i suoi alti e bassi. Oggi ad esempio è stata una giornata piuttosto triste, avevo una malinconia addosso… non si decideva a lasciarmi.

La nostra esistenza è fatta soprattutto di momenti  fugaci, però alle volte ci può regalare attimi di bellezza inaspettata, come il tramonto di stasera. Di fronte ad  una visione del genere torna per incanto il buonumore.

Che spettacolo mi si è presentato improvvisamente quando sono andata a chiudere i portelloni della finestra che da verso ovest! Sono rimasta sbalordita a guardare il panorama!

La vista sembrava un quadro variopinto decorato da una cornice dorata. Quello splendore era opera del sole che al tramonto spandeva la sua luce lungo le sommità delle colline e le orlava di riflessi variegati, tra il rosso, l’arancione, il giallo e qualche lieve striatura color rame. I raggi luminosi, contrastando con il verde forte della vegetazione e il celeste intenso del cielo, facevano apparire le tinte ancora più brillanti.

In mezzo a quelle tonalità di colori spiccava la falce di luna argentea appena sorta al primo quarto, contornata da un alone di luce bianca. In lontananza si stagliava ben visibile e luminoso il pianeta venere.

E laggiù in fondo sulla sinistra, si intravedeva una strisciolina lucida, una scia d’acqua : il mare blu!

Essendo la serata illuminata dagli ultimi bagliori solari, non si scorgeva ancora lo scintillio delle stelle, ma la scenografia era ugualmente strabiliante!

Incantata da quello sfondo cromatico, sono restata affacciata alla finestra con i gomiti appoggiati sul davanzale, lo sguardo all’insù contemplando quella meraviglia mi sono sentita pervadere da un senso di benessere, di pace.

Non so per quanto tempo sono rimasta a “baloccarmi” in quella posizione godendomi quella visuale da sogno, ragionando con me stessa chiedendomi chi fosse stato l’artefice, il genio, che con una bacchetta magica aveva dato l’avvio a quell’incanto, a quell’armonia, a quell’opera d’arte  che è il creato!

E’ tutto così perfetto, se pensiamo che la terra (questa incredibile palla che viaggia sospesa nello spazio infinito) gira su se stessa in compagnia della sua amica luna,  contemporaneamente ruota intorno al sole come una trottola. Insieme a lei si muovono tutti gli altri pianeti con i loro satelliti in una danza perpetua e  sincronizzata.

Tutto ciò dà un senso di completezza di ordine. ( Cose che non appartengono al genere umano.) Il cielo è impressionante, sbalorditivo, affascinante e nel medesimo tempo intimorisce, fa paura, angoscia! Si ha la percezione di sentirsi piccoli, piccoli, una nullità! La nostra mente non riesce a concepire tanta grandezza.

universoSe veramente uno si sofferma ad ammirare la natura e a riflettere su come si è avviato questo capolavoro, sente una sorta di rispetto, di riverenza per questo prodigio che si chiama Universo.

E’ quando ci troviamo al cospetto di tanta ineguagliabile bellezza che sorgono in noi delle domande tipo: perché viviamo, perché ci affanniamo, qual è il senso della nostra esistenza, perché ci sono le ingiustizie? Perché c’è tanto razzismo, dal momento che esiste solo una razza umana? Se pensiamo che proveniamo tutti dallo stesso ceppo…Siamo così imperfetti e materialisti, eppure esiste il divino, ne è la prova lampante il cosmo!

Chissà che ne sarà di noi quando finirà la nostra avventura e scadrà “il permesso di soggiorno”, quello che ci permette di transitare su questa terra… Magari quando varcheremo la soglia dell’altra dimensione ci attenderà una bella sorpresa,  mah….

Presumo che qualche traccia di noi rimarrà nell’immensità!

Non siamo forse “Figli delle stelle”? (Così dice una bella canzone di Alan Sorrenti) Facciamo anche noi parte di questo affascinante e geniale marchingegno no?

 Allora, può darsi che un domani un “pizzico” della nostra energia si trasformerà in polvere di stelle e aleggerà vagando nello spazio senza  fine!

Annamaria

Pubblicato 7 dicembre 2013 da Anna Maria Berni in Uncategorized

La mia ombra   9 comments

ombra 3La scorsa estate, mi è capitata una cosa stupefacente che m’è garbata tantissimo, mi ha messo addosso un’allegria.. ho avuto la sensazione di ritornare ragazza, quand’ero giovane e “bella”. L’oggetto del mio stupore era la mia ombra.
Mentre passeggiavo lungomare tutta rilassata, ho fatto caso ad una cosa che mi ha colpita: avendo il sole alle  spalle, davanti a me si proiettava la mia ombra in tutto il suo “splendore”.

Incuriosita ho incominciato ad osservarla attentamente e, guardando sorpresa quella bella sagoma allungata, non ho potuto fare a meno di complimentarmi con me stessa, dicendomi: Toh! Ma guarda un po’ che bella figura longilinea! Sono proprio io quella? Sembro un’indossatrice! Chi direbbe mai che è l’ombra di una settantenne? Non vorrei apparire vanesia ma la figura che mi precedeva era sinuosa ed aveva una bella andatura .

Ne ho osservato i particolari: i capelli tagliati corti ondulati, il collo lungo da cigno. Indosso un vestitino di chiffon corto con le maniche alla raglan, tutto svolazzante con gli spacchi ai lati. Peccato che non si possa vedere il colore e la fantasia è molto carino. L’ho comprato sulla spiaggia dai marocchini a soli cinque euro ed è made in China.

Mi sta bene, mi modella il corpo e l’ombra ne è la conferma. Anche le gambe non solo male, lunghe, affusolate, slanciate… Insomma, sono lusingata e compiaciuta della mia silhouette!

Ho camminato per un po’ insieme a quella piacevole compagnia illudendomi di essere veramente così. La realtà è ben diversa, la mia ombra è stata gentile, ha fatto in maniera che non scorgessi i segni del tempo.

Cosa che non capita con lo specchio, con lui non c’è verso di prendere qualche abbaglio! Non ti fa sconti, ogni volta che ti specchi rimanda la tua immagine nuda e cruda, è quando ti rifletti in esso che vedi la tua età, eccome se la vedi!  Specie se inforco gli occhiali. Siccome sono diventata anche orba, allora cerco di mirarmi senza le lenti così non rischio di spaventarmi.
ombra 2Certo non è facile accettare la decadenza fisica. Sì, si dice che l’estetica non è poi così importante, che è un fattore effimero, che dovremmo soprattutto star bene con noi stessi, trovare l’armonia interiore e piacerci dentro.

Mi viene in mente una frase spiritosa dell’attrice comica Annamaria Mazzamauro che fa : io non posso mica stare sempre a bocca aperta per mostrare al mondo che sono bella dentro!

Aldilà delle battute, penso che dovremmo guardare le cose sotto un’altra prospettiva. La serenità è vivere il presente senza proiettarsi nel futuro, ( ma quale futuro?) cercare di cogliere i momenti ed innamorarsi ancora della vita!

Innamorarsi di nuovo della vita si chiama così il corso che sto frequentando all’associazione “Noi insieme”.

Gli incontri trattano i temi della terza età. Penso sia utile affrontare e parlare del tempo che passa. Anzi che vola, che scivola via, veloce! D’altronde è inevitabile, invecchiare rientra nell’ordine delle cose, è fatale come la morte! A meno che uno non muoia giovane, in quel caso si eviterebbero sicuramente le zampe di gallina o più gentilmente chiamate segni o rughe d’espressione…

Ma guarda un po’… ho iniziato a descrivere la mia ombra così, per canzonarmi, per ridere di me stessa, per stemperare le cose, invece mi sono ritrovata a parlare della morte.

Però, giuro! Non era un’illusione ottica, la mia ombra  era  come l’ho “dipinta” mi raffigurava davvero con una linea di una giovincella…ah ah!

Di solito si ha una visione dell’ombra come qualcosa che incombe, qualcosa di sinistro, di grigio. Infatti si usa dire quando qualcuno sta male: quella persona è diventata l’ombra di se stessa. Io l’associo al calar della sera, alle tenebre, all’ombra di Caronte.

In questo momento mi è venuta in mente la famosa “ombra” che in dialetto veneto significa un bicchiere di vino, sotto questo aspetto l’ombra sembra quasi briosa, meno cupa.

E ‘carina anche l’espressione: “scansati, non vedi che mi fai ombra, mi tappi il sole”! Come se il suo calore si potesse imbottigliare! A chi non è capitato che, standosene disteso bello spaparacchiato a godersi il sole arriva inopportuno qualcuno a posizionarsi davanti, a tappargli il sole appunto!

L’ombra non si può dissociare dalla luce, senza di essa non esisterebbe, non si realizzerebbero quei riflessi, quei bei giuochi di effetti speciali. Per cui fuori dal suo perimetro, brilla sempre lo sfavillio del nostro astro.

Oggi inaspettatamente con il contributo della nostra stella, l’ombra s’è mostrata sotto una forma smagliante, è stata generosa, mi ha fatto apparire come una “venere” e mi ha regalato un mare d’allegria!
Tuttavia sono convinta che la morte è un pensiero che dovrebbe far parte di noi e non dovremmo esorcizzarlo. Lo scorrere della vita accentua la nostra vulnerabilità quindi viene spontaneo parlarne, considero un atto di coraggio non accantonare l’argomento.

Mi piace finire con una battuta di quel pazzo geniale che è il nostro Roberto Benigni il quale dice:

l’idea di morire non m’è mai garbata e sarà l’ultima cosa che farò!

Questo è poco ma è sicuro!

Annamaria

Pubblicato 7 dicembre 2013 da Anna Maria Berni in Uncategorized