Coca-cola e popcorn   Leave a comment

ucicinemaIeri pomeriggio sono andata al cinema da sola. Veramente avevo programmato di andare a vedere il film con la mia amica Serena, lei  ha avuto un contrattempo ed io ho deciso di andare ugualmente. Mia figlia Paola mi aveva consigliato vivamente di vedere la pellicola in programma: “Sotto una buona stella” con Carlo Verdone. Essendo l’ultimo giorno di programmazione dello stesso non ho voluto perdermelo. Lo spettacolo era alle 18,30.

Sola, soletta mi sono avviata verso la multisala. Quando sono arrivata il cinematografo era deserto, alla biglietteria ho chiesto se ero l’unica spettatrice, la signorina ha risposto affermativamente dicendomi che, anche se fossi stata l’unica persona, il film l’avrebbero proiettato lo stesso. Un po’ perplessa sono salita nella sala d’attesa dove c’è il caffè. La barista, una giovane ragazza, forse vedendo che ero l’unica potenziale cliente, mi ha proposto se volevo in offerta a solo tre euro un bicchierone di Coca cola e un barattolone di cartone stracolmo di popcorn. Non ho esitato a comprarlo tanto ho pensato: non c’è nessuno che mi vede.

Sono entrata in sala di proiezione con il mio “armamentario”. Avendo tutta la sala a disposizione, scegliendo un posto a caso mi sono accomodata anzi, “stravaccata” in poltrona.  Ho iniziato a gustarmi il popcorn “sgranocchiandomelo” senza preoccuparmi di far rumore. Essendo sola potevo fare quello che mi pareva, con la cannuccia ho assaporato a piccoli sorsi la coca-cola bella fresca canticchiando mentalmente la canzone di Nino Manfredi: “Tanto pe cantà/ perché me siento un friccico nel core/ tanto pe sognà…  Di solito, mi  viene in testa questo gaio motivetto quando sono particolarmente allegra. Mi ha pervaso una sensazione di benessere, di libertà, cosa volevo di più!

Nel frattempo è iniziato il film, inutile dire che me lo sono goduto al massimo, m’è piaciuto tantissimo! Mi sono sentita privilegiata, ho avuto la percezione di come se qualcuno avesse voluto farmi un regalo ed avesse proiettato il film solo per me. Mi sono sentita onorata e importante. Io!  La sola spettatrice! Che bello! Se ci soffermiamo a riflettere su queste piccole cose che la vita ci regala, ci stupiamo. Ad esempio: se fossi andata al cinema in compagnia, non mi sarebbe passato neanche lontanamente nell’anticamera del cervello di prendere la coca-cola e il popcorn, e se nell’atrio ci fosse stata gente forse la signorina del bar non mi avrebbe fatto quell’offerta, visto che sono una signora attempata; non che sia proibito s’intende, ma il popcorn e la coca-cola si addicono più a i ragazzini, specie se mangiati in un cinema.

Il solo motivo di aver fatto caso a questo particolare, dimostra quanto siamo condizionati dalle apparenze, dagli schemi di comportamento. Questo non si fa… perché non è consono alla nostra età, quest’altro neppure e così via… Invece dovremmo fregarcene altamente del giudizio altrui, fare quello che ci piace, godere di quelle cose che possono darci  un minimo di  benessere e ritornare ad essere un po’ bambini. In fondo la vita alle volte è ciò che si crede, come gustarsi una Coca-cola e mangiare il popcorn in un cinema deserto, dove solo tu sei il protagonista!

19 Marzo, 2014. Oggi  mi sono ritrovata di nuovo al cinema da sola, ha dell’incredibile ma è così! Mi interessava vedere il film premio Oscar: La grande bellezza, avendone  sentito parlar male ho avuto la curiosità di guardarlo per farmi una mia opinione. Sono andata allo spettacolo delle 18-30. La sala era vuota, c’era solo la sottoscritta. Ho pensato: anche stavolta me lo godo, il film s’intende!

Mi sono accomodata nell’ultima fila centrale, ho aspettato che proiettassero la pellicola. Già dal primo impatto non mi è piaciuto. La prima scena si svolgeva in una casa “bene” romana con vista sul Colosseo. Delle persone balorde, sballate,  truccate e conciate in modo eccentrico ballavano con il volume a tutta birra al ritmo della canzone di Raffaella Carrà “a far l’amore comincia tu”. L’attore protagonista impersonava uno scrittore napoletano annoiato, trapiantato nella capitale, ha recitato tutto il tempo con un espressione sorniona, disgustata e di autosufficienza.

Presumo: il film volesse descrivere la  vita di gente ipocrita che non avendo problemi finanziari non sa cosa farsene della propria esistenza  e si rifugia nelle cose effimere come: il lusso, la droga, l’estetica, il sesso. Rispecchia un certo tipo di società di cui non c’è davvero d’ andarne fieri. Forse il regista a voluto dimostrare il contrasto di quello  squallido stile di vita, con la bellezza della città.  Mentre seguivo la proiezione pensavo seccata che certe persone dovrebbe provare a zappare la terra, forse passerebbe loro la boria!

Secondo me è un film irrispettoso verso la povertà. Si salva la sceneggiatura con dei bellissimi scorci su Roma. Ho sentito un senso di fastidio (per non dire nausea) per questo film, non vedevo l’ora finisse chiedendomi come avessero fatto ad assegnargli un Oscar. Ovviamente questa è la mia modesta opinione, magari “La grande bellezza” è un capolavoro e sono io che non ho capito nulla! Boh! Senigallia, 2 Aprile 2014

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Pubblicato 7 aprile 2014 da Anna Maria Berni in Uncategorized

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