La volta celeste   2 comments

la volta celesteStamattina ho comperato una penna con l’inchiostro azzurro, è un caso? Chissà perché stasera mi sento ispirata a descrivere il firmamento con una biro celeste.

Sono uscita un attimo in giardino e mi ha colpita particolarmente la serata buia, ho alzato gli occhi al cielo e ho scorto le stelle che in assenza della luna sembravano luminosissime.Venere si mostrava vicinissima e più brillante del solito, sulla sinistra si poteva distinguere benissimo il pianeta Giove con la sua luce fissa e su, più in alto le fulgide stelle. Decoravano lo sfondo le lucciole, con le loro lucine intermittenti apparivano come tante stelline sfavillanti. Che spettacolo! Lo scenario sembrava incantato. La natura ci lascia a bocca aperta, sbalorditi dalla meraviglia e senza parole perché non c’è una risposta a questo affascinante mistero.

Oggi sono stata ad un incontro dove si parlava dell’origine della vita, del big bang, dall’espansione dell’Universo, di come sia potuto accadere questo miracolo. C’erano varie teorie sulla materialità dell’esistenza, ognuno spiegava il suo punto di vista. Ci chiedevamo il senso del nostro vivere su questo piccolissimo pianeta, che vaga nell’Universo estesissimo sempre in movimento insieme agli altri corpi celesti. Da un tempo infinito ruotano tutti nello stesso verso, possibile che non si siano stancati e non abbiano pensato di cambiare rotta?

Non sono volubili come l’uomo che muta facilmente a seconda di come tira il vento, eppure facciamo parte del “tutto” siamo fatti delle stessa essenza. Noi cambiamo, invece il Cosmo continua il suo moto perpetuo, imperturbabile, noncurante dei nostri dilemmi. Perché viviamo, ha un senso la vita, ci sarà un oltre? Stasera guardando quel luccichìo, improvvisamente ho sentito il desiderio di afferrare quella luminosità cosmica per tenerla stretta e tramutarla in un piccolo bagliore di speranza.

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Pubblicato 23 maggio 2015 da Anna Maria Berni in Uncategorized

2 risposte a “La volta celeste

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  1. Veramente poetica l’idea di descrivere la volta celestiale con una penna dall’inchiostro azzurro!
    Ci sono dei dettagli tecnici che non sono proprio corretti (come i corpi celesti che girano tutti dallo stesso verso, o il fatto che facciano questo da un’eternità), ma non ha alcuna importanza. Il vero artista descrive ciò che vede nella maniera in cui la vede lui (pensa a Picasso, o Salvator Dalì, o tanti altri). L’importante è sapere trasmettere le emozioni, questo è il fine dell’arte (i riscontri scientifici sono materia degli scienziati).

    Franco

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